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La Città dei Ragazzi di Modena

Don Mario Rocchi e un sogno lungo 70 anni

Sara Accorsi, Michele Simoni

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Edizioni Artestampa img Link Publisher

Geisteswissenschaften, Kunst, Musik / Geschichte

Beschreibung

Dallo slancio profetico di due giovani preti, don Elio Monari e don Mario Rocchi, ha preso vita al termine del secondo conflitto mondiale la Città dei Ragazzi di Modena, luogo concreto e simbolo di amore verso le giovani generazioni, che sono corpo e anima del futuro. Nelle pagine di questo libro troverete la storia, i racconti, le testimonianze, i luoghi e i volti di una straordinaria avventura che vive da 70 anni e che continua a nutrirsi dello stesso sogno: il Vangelo. Don Elio Monari (1913-1944) e don Mario Rocchi (1913-2014) sono due giovani sacerdoti quando cominciano a immaginare un luogo diverso dalla realtà della guerra che quotidianamente vivono. Dopo l’armistizio del 1943 si sono aggiunti ai lutti del conflitto mondiale gli orrori della guerra civile. I frutti di questa cattiva pianta sono nuovi orfani, diseredati e sbandati che affollano le strade cittadine e le contrade di campagna con la loro sofferenza. È a questi relitti che don Monari e don Rocchi sanno guardare per dare vita a un nuovo porto di pace e di speranza. Il primo, Elio, non vedrà mai la realizzazione di un progetto tanto ambizioso da apparire follia. Egli cadde, trucidato per mano nazista, nel luglio del 1944. L’altro, Mario, sarà invece chiamato per un curioso caso della sorte - qualcuno la chiama Provvidenza - a vivere su questa terra per oltre un secolo, e ad accompagnare mattone dopo mattone la costruzione di quel sogno: la Città dei Ragazzi di Modena.Dalla prima pietra, posata nel dicembre del 1947 in un vasto terreno incolto nella periferia di Modena, la Città dei Ragazzi è cresciuta materialmente e spiritualmente, fino a diventare uno dei più vivaci centri italiani dedicati alla cura e alla formazione dei giovani. Nel vasto perimetro delle sue mura, delimitato da un sobrio muretto di cemento che dice più di tante parole, hanno preso vita giochi, scuole, attività sportive, centri estivi, scoutismo, canti e preghiere. Decine di migliaia di giovani sono diventati adulti nei settant’anni di vita della Città dei Ragazzi. Anche la Città dei Ragazzi è diventata “grande”, non più terreno sperimentale di democrazia sorto dalle ceneri della dittatura fascista, ma maturo luogo di crescita morale e intellettuale per le nuove generazioni, cui spetta la difficile impresa di affrontare una società sempre più complessa e solcata da enormi disuguaglianze. Quasi nulla è rimasto del mondo che quei due giovani preti misuravano negli spazi aperti e desolati della periferia modenese. Eppure la Città dei Ragazzi si candida ancora a rispondere alle più profonde aspirazioni dei giovani di ogni tempo: fare il bene e farlo bene, come recita uno dei più noti motti della città. Perché la vera saggezza, come hanno dimostrato Elio e Mario, si cela nei cuori dei giovani capaci di sognare.

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