Radicamento dei culti tradizionali in Italia fra tarda antichita e alto medioevo (Il).

Fonti letterarie e testimonianze archeologiche.

Binazzi Gianfranco Binazzi

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Beschreibung

Questa ricerca si propone di verificare la communis opinio, secondo cui gia alla fine del IV secolo - come inducono a ritenere le parole di alcuni scrittori cristiani, nonche talune delle costituzioni imperiali coeve contro i culti tradizionali - il cristianesimo avrebbe assunto un ruolo talmente dominante da marginalizzare ogni forma di culto per le divinita tradizionali. evidente, tuttavia, che tale rappresentazione della realt risentiva fortemente dello spirito di parte, proprio degli autori cristiani: scarsa attenzione veniva riservata, infatti, ai "e;vinti"e;, cio a coloro - ancora numerosi, sia nelle citt, che nelle campagne - che si identificavano nella religione tradizionale. In una tradizione monopolizzata dai "e;vincitori"e;, si potuta accreditare la tesi secondo la quale i culti "e;pagani"e; sarebbero sopravvissuti, per qualche tempo e in ambiti circoscritti, come quello dell'aristocrazia senatoria di Roma, ma soprattutto tra i rustici, cio nelle zone rurali, come mero fenomeno residuale. Lo sviluppo degli studi sul cristianesimo, concepiti in una prospettiva pi ampia, che quella della Tarda Antichit, l'incremento quantitativo delle testimonianze archeologiche e prosopografiche, come pure il superamento della contrapposizione astratta fra "e;paganesimo"e; e cristianesimo, consentono oggi di riesaminare temi, come quello del radicamento dei culti tradizionali, con un approccio pi disponibile a coglierne le peculiarit, le contraddizioni e le aporie. Dopo aver delineato, in una prima parte, le linee guida della politica imperiale relativa ai culti e ai templi nell'et da Costantino a Teodorico, si concentrata l'attenzione sulla sopravvivenza dei culti tradizionali in et tardoantica, per poi rivolgerla all'et di Gregorio Magno. Si focalizzato quindi lo sguardo sulle persistenze dei culti tradizionali presso i Longobardi, per esaminare infine significativi aspetti di permanenza fino all'VIII secolo. L'intento dell'Autore, tuttavia, non stato quello di misurare la durata delle persistenze, per spostare pi o meno in avanti i segni di vita del "e;paganesimo"e;, ma quello di riflettere sulla profondit del radicamento di un patrimonio di tradizioni cultuali, che dovettero essere assimilate, non potendo essere cancellate. Gianfranco Binazzi Docente di Epigrafia e antichit cristiane presso la Facolt di Lettere e Filosofia dell'Universit di Perugia, ove insegna dal 1991. Le sue ricerche - condotte prevalentemente nell'ambito dell'epigrafia e dell'archeologia cristiane - si sono indirizzate al cristianesimo dei primi secoli e alla diffusione del culto dei martiri nell'Italia centrale. autore di numerosi articoli e saggi in Riviste e Atti di Convegni nazionali ed internazionali. Ha pubblicato due volumi nella collana delle Inscriptiones Christianae Italiae (Bari, Edipuglia), relativi alla Regio VI. Umbria (1989) ed alla Regio V. Picenum (1995).

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