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Social è responsabilità!

Le questioni aperte dallo scontro tra le piattaforme digitali e Trump

Antonio Palmieri

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Sozialwissenschaften, Recht, Wirtschaft / Politikwissenschaft

Beschreibung

L’esclusione di Donald Trump da Twitter e Facebook ha avuto il merito di porre all’attenzione il rapporto tra democrazia, dibattito pubblico, libertà di espressione e le grandi piattaforme tecnologiche, che sono diventate uno snodo molto rilevante e per alcuni imprescindibile per lo svolgimento del dibattito politico e per informare e formare l’opinione pubblica.

Il caso Trump ha coinvolto politici, giornalisti, accademici, intellettuali, professionisti del digitale, in un caleidoscopio di opinioni e riflessioni che l’autore rappresenta nella prima parte del libro, assieme a considerazioni su alcune grandi questioni: le piattaforme sono solamente un soggetto privato? In che modo va riconosciuto e affrontato il loro impatto pubblico? Dopo quanto è successo, possono ancora rivendicare la loro neutralità rispetto ai contenuti oppure sono diventati degli editori a tutti gli effetti? Dove si pone il confine tra libertà di espressione e moderazione dei contenuti da parte delle piattaforme? Come conciliare l’enorme potere accumulato dalle piattaforme con la vita democratica? Potranno in futuro affermarsi altri social costruiti in base a specifiche appartenenze politiche?

A partire dalla sua esperienza ultraventennale nella comunicazione politica e nelle istituzioni, nella seconda parte del libro l’autore presenta una serie di proposte per un accordo tra Stati e piattaforme che metta capo a una nuova forma di autoregolamentazione “a democrazia aumentata”, tecnicamente praticabile e in grado di garantire trasparenza e certezza dei propri diritti a cittadini, politici e giornalisti. Inoltre, viene presentata la proposta di regolazione delle piattaforme della Commissione Europea, il Digital Service Act, perché agire a livello europeo è il modo migliore per regolamentare le piattaforme.

Autoregolamentazione o regolazione via legge che sia, i proprietari e i gestori delle piattaforme sono chiamati a una assunzione di responsabilità, che deriva proprio dalla enorme ampiezza del potere che hanno accumulato a partire dal 2010. Vale per loro, vale per le istituzioni e per la politica, che non possono più ignorare le molte e delicate questioni aperte. Vale anche per ogni persona, che faccia politica o meno. Chiunque può vivere i social da protagonista responsabile e non essere soverchiato dal potere degli algoritmi. A riguardo la parte finale del libro propone considerazioni e suggerimenti concreti, utili affinché ciascuno possa stare nei social in modo consapevole e responsabile. Perché social è responsabilità!
 

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